L’evoluzione di Macchie di Silenzio.

settembre 7, 2007

Il 20 gennaio 2007 nasceva online Macchie di Silenzio, macchiedisilenzio.wordpress.com, un progetto interattivo ispirato al libro I silenzi degli innocenti, di Giovanni Fasanella ed Antonella Grippo, edito da BUR nel 2006.

L’idea – nata da un’intuizione della giovane creativa Alice Avallone – era quella di coinvolgere il web, per far si che non si dimenticassero gli anni del terrorismo in Italia, e soprattutto far arrivare le testimonianze delle vittime a più persone possibili. Solo nel primo mese (dal 20 gennaio al 20 febbraio 2007) il sito web ha ottenuto 22.500 accessi unici.

Giovani artisti e fotografi sono stati inviatati a spedire via mail una traccia disegnata, uno schizzo a colori o in bianco e nero, una macchia piena, una fotografia astratta. I contributi ammessi al progetto sono stati collegati ad un piccolo frammento di testo estratto da I silenzi degli innocenti. I testi e le immagini si sono intrecciati così tra loro – creando insieme un quadro ampio, chiaro e forte dei terribili anni di piombo rappresentati da chi non c’era.

Macchie di Silenzio è diventato così una mostra visiva e testuale online della delusione, della solitudine e del dolore composto di chi c’è ancora, del disinteresse da parte delle istituzioni. Questo documento raccoglie il materiale dell’esperienza, durata cinque mesi, per un totale di 131 opere.

Nell’agosto 2007 Alice Avallone ha fatto fare un importante passo in avanti a Macchie di Silenzio. Ha iniziato ad indagare più a fondo su come i giovani come lei – soprattutto i nati dagli anni ‘80 in poi – hanno ricevuto la memoria degli anni del terrorismo in Italia. La sua ricerca sta spaziando dai progetti fotografici ai racconti, dalla grafica alle poesie, dal cinema alla musica, dai saggi all’arte digitale.

Il blog di Giovanni Fasanella – La Storia Nascostawww.lastorianascosta.com – nella sezione Macchie di Silenzio, in continuo aggiornamento – presenta i contributi più interessati, con l’obiettivo di continuare a coltivare e diffondere la memoria.

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